” Vi piacerebbe sapere quante tappe bisogna percorrere per arrivare a Brindisi, partendo dal Colle del San Bernardo? Quanti chilometri bisogna percorrere? Che altimetria bisogna superare? Se la strada sarà asfaltata o sarà un tratturo oppure un sentiero nei boschi o in piena campagna? “

Ecco, in questo spazio, vi racconterò e vi terrò informati su tutte le tappe che percorrerò, da fine aprile sino a fine luglio, lungo la Via Francigena e che mi permetteranno di attraversare l’Italia a piedi, da nord a sud, come raramente può succedere alla stragrande maggioranza della gente…

Nel raccontarvi le tappe, oltre alle informazioni riguardanti prettamente il percorso, mi addentrerò anche su tutto ciò che vale la pena vedere o gustare durante il tragitto. Vi racconterò che tipo di natura si incontrerà durante il cammino, i paesi che si attraverseranno, le loro caratteristiche peculiari, i monumenti o i reperti storici, le opere d’arte che spesso, nel nostro meraviglioso Paese, si nascondono in piccolissime chiese, musei sconosciuti, municipi di piccoli borghi e così via. Non mancherò di raccontarvi anche di sagre e feste di paese, che tanto rallegrano e tanto raccontano della nostra storia. Sarà un modo anche per scoprire e gustare le specialità culinarie di ogni regione o paese che incontrerò; ma questo lo svilupperò specificatamente nella parte denominata SAPORI E PROFUMI.

IN BREVE

Qui di seguito vi farò un raiassunto veloce delle 45 tappe che percorrerò partendo dal Colle del San Bernardo, per arrivare a Roma. Saranno descrizioni molto sintetiche e anche tecniche, ma sapranno già dare un senso del percorso che dovrò intrapprendere dalla mattina del 28 aprile 2018. 
Le altre tappe che mi porteranno a Brindisi, sarà mia cura aggiungerle nel momento in cui deciderò che strada prendere; infatti da anni esiste una Via Francigena del Sud che però ultimamente è stata dismessa soprattutto nell’accoglienza, mentre si sta lavorando alacremente per organizzarne una nuova, sotto il patrocinio della Comunità Europea, che dovrebbe essere pronta ai primi di aprile.

Inoltre, come sotto cartelle di questa, vi descriverò le tappe dettagliandole sotto l’aspetto dei sentieri, tratturi o strade, dei paesi o città che si attraverseranno, della loro storia artistica o culinaria. Eventuali sagre o feste paesane, nonchè eventi dei più strani e coinvolgenti.

Tappa 1°
PASSO DEL San Bernardo-Etroubles

Ci si incammina dalla dogana svizzera verso il confine italiano per poi prendere una mulattiera panoramica che scende gradualmente verso valle, attraversando il piccolo borgo di Saint-Rhemy. Si prosegue per Saint Leonard e superata l’omonima chiesa, all’altezza del colorato monumento al pellegrino, si continua a scendere lungo un sentiero per poi risalire a Saint Oyen, seguendo il corso di un Ru in mezzo ad una pineta. Dopo una tappa camminando tra bellissimi prati, suggestivi boschi ed incantevoli borghi si arriva quindi ad Etroubles, piccola cittadina montana, vero e proprio museo a cielo aperto grazie all’esposizione permanente lungo le vie di alcuni artisti di fama internazionale

Per gentile concessione di: Camminando sulla Via Francigena  

Tappa 2°
Etroubles – Aosta

Uscendo da Etroubles si imbocca una mulattiera tra i boschi fino a Echevennoz. Si continua poi per sentieri e strade sterrate, camminando a lato del Ru Neuf, il canale irriguo che convoglia l’acqua dal torrente Artanavaz sino alla collina di Aosta. Un’opera idraulica del 1400 lunga ben 15 km. La discesa verso valle è a tratti panoramica fino al comune di Gignod, formato da piccole frazioni che sorgono in mezzo a vigneti e frutteti. Si entra quindi ad Aosta, città ricca di storia e di attrattive, soprattutto di epoca romana …

Per gentile concessione di: Camminando sulla Via Francigena  

Tappa 3°
Aosta – Chatillon


La tappa si svolge per intero sul versante sinistro della Valle. E’ caratterizzata da un continuo saliscendi a volte faticoso, attraversando piccoli borghi, vigneti e boschi. Molto bello il castello di Quart che costeggiamo. In lontananza, oltre ai bellissimi panorami della Valle si possono vedere anche i castelli di Nus, Cly e Fenis. Suggestivo camminare tra le rovine del villaggio abbandonato di Barma con la vista di fronte del Castello Gamba. Tappa quindi faticosa ma ripagata dallo splendido ambiente

Per gentile concessione di: Camminando sulla Via Francigena  

Tappa 4°
Chatillon – Verres

Dopo una salita piuttosto impegnativa, uscendo da Chatillon, camminiamo su un sentiero in costa lungo un canale fino a Saint Vincent. Da qui, rimanendo sul fronte sinistro della Valle continuiamo a tratti su sterrato e a tratti su asfalto, attraversando piccoli borghi con case di pietra, fino a Provarey, dominato dal Castello di Saint German . Si inizia quindi a scendere verso valle, camminando per un tratto sulla antica Via Consolare delle Gallie, dove è ancora possibile vedere i solchi dei carri che passavano e, una volta arrivati a Montjovet, si risale gradualmente sulla montagna per un sentiero a tratti impegnativo, per poi scendere di nuovo faticosamente a valle. Lungo una pista ciclabile, si arriva quindi nel centro storico di Verrès, dominata dall’imponente complesso di Saint-Gilles e dal suo bel Castello

Per gentile concessione di: Camminando sulla Via Francigena  

Tappa 5°
Verres – Pont Saint Martin

 Tappa molto interessante a livello culturale. Da Vèrres, dopo aver costeggiato la Dora Baltea e poi oltrepassato l’autostrada, si arriva ad Arnad dove si può ammirare la bellissima chiesa parrocchiale di San Martino. Si attraversano poi due splendidi ponti romani ad Echallod e a Bard, paese dominato dal possente forte, sede ora del Museo delle Alpi. Sulla strada per Donnas si cammina a lato delle rovine della Strada Romana delle Gallie, con il suo suggestivo arco incastonato nella roccia, per poi arrivare a Pont Saint Martin seguendo la strada principale. L’arrivo è al prezioso Ponte Romano.

Tappa 6°
Pont Saint Martin – Ivrea


Dal Ponte Romano ci incamminiamo verso Carema, raggiungendo, per un ripido sentiero in salita, la piccola chiesa di San Rocco per poi ridiscendere tra le vigne. Su un tratto in piano si supera la frazione di TorreDaniele e si arriva a Settimo Vittone, dove vale la pena una visita al Complesso di San Lorenzo. Si torna a salire e scendere tra i bellissimi vigneti terrazzati con scorci panoramici sulla Valle e sul Castello di Montestrutto. Da qui il Cammino prosegue su mulattiere in mezzo ai campi e a boschi attraversando i paesi di San Germano, Borgofranco e Montalto Dora. Si sale nuovamente verso il Lago di Pistono. Una variante, se non si è troppo stanchi, permette di aggirarlo, seguendo un percorso di grande valore paesaggistico, altrimenti si continua in direzione di Ivrea.

Tappa 7°
Ivrea – Viverone


Dal centro di Ivrea ci si incammina tra i campi di frumento fino al bel Lago di Campagna. Il percorso prosegue a tratti alterni su mulattiere e su strade secondarie, attraversando i paesi di Burolo, Bollengo, Palazzo Canavese e Piverone accompagnati da spettacolari scorci panoramici sull’anfiteatro morenico e sul lago di Viverone. Splendide le due chiesette che si incontrano lungo il Cammino: San Pietro, nei pressi di Bollengo, con la sua torre campanaria e “il Gesiun”, la piccola chiesa romanica di S. Pietro di Sugliaco, di cui è rimasto un delizioso rudere. Una tappa tranquilla nella cornice della Serra Morenica di Ivrea, la più grande d’Europa…

Tappa 8°
Viverone – Santhià


Ci si incammina verso Roppolo e quindi si sale verso il suo Castello, un antico maniero risalente al IX secolo dal quale si gode una meravigliosa vista del Lago di Viverone. Si prosegue poi in mezzo a un bosco fino a raggiungere Cavaglià. Vale la pena una visita al Santuario di Nostra Signora del Babilone per poi riprendere il Cammino in direzione di Santhià lungo tranquille strade in mezzo ai campi.

Tappa 9°
Santhià – Vercelli


Le risaie sono le protagoniste di questa tappa. In inverno si colorano di ocra, in primavera diventano specchi d’acqua che riflettono il cielo e in estate si trasformano in spighe verde-oro. Un paesaggio che nella sua uniformità cambia in ogni stagione. Si cammina su tratturi e strade campestri costeggiando piccoli argini e stretti canali di irrigazione, accompagnati dal volo degli aironi e di altre specie avicole. Si attraversano solo due paesi: San Germano e Montonero, unici luoghi dove è possibile fare rifornimento di acqua.

Tappa 10°
Vercelli-Robbio


Lasciando Vercelli alle spalle, si percorre il bellissimo argine del fiume Sesia, tra filari di pioppeti ed estese risaie. Nelle limpide giornate di primavera è possibile vedere sul fondo la corona delle Alpi. Stiamo entrando nella storica regione della Lomellina immersa nella campagna lombarda, che nei secoli l’azione dell’uomo ha trasformato in una piatta ed immensa area coltivata.
Attraversiamo Palestro, castrum medievale molto importante lungo la Via Francigena e vale la pena uno sguardo alla sua Torre merlata del XII secolo, unica testimonianza della presenta in passato di un castello.
Da qui si prosegue prima lungo stretti arginelli e quindi ancora tra risaie e isolate cascine. L’arrivo a Robbio è di fronte alla bella chiesetta romanica di San Pietro, nelle cui vicinanze esisteva un ospizio per l’accoglienza dei pellegrini in cammino verso Roma.

Tappa 11°
Robbio-Mortara


Da Robbio ci si incammina su una strada sterrata che si inoltra nella campagna tra cascine e risaie. Si raggiunge Robbio dove possiamo riposare a fianco del Santuario della Madonna del Patrocinio per poi riprendere il Cammino tra campi incolti facendo attenzione ai segnali a volte nascosti tra l’erba alta. Vale la pena una visita al Santuario della Madonna del Campo prima di giungere a Mortara, la piccola “capitale” della Lomellina

Tappa 12°
Mortara-Garlasco


Uscendo da Mortara raggiungiamo l’Abbazia di Sant’Albino, oggi punto di sosta dei pellegrini in Cammino. Il percorso si snoda tra campi coltivati, risaie e grandi cascine, passando per piccoli paesi come Remondò e Tromello, su strade campestri che corrono lungo canali di irrigazione della pianura.
Poco prima di Garlasco, all’altezza di una chiusa, è possibile seguire la variante per il Santuario della Madonna della Bozzola, luogo di prodigi e di arte.

Tappa 13°
Garlasco-Pavia


Lasciando Garlasco alle nostre spalle, ci incamminiamo tra le colture intensive della bella campagna pavese. Costeggiamo ancora per un tratto il canale Cavour per poi deviare verso Gropello Cairoli. Proseguiamo su una stradina asfaltata circondati da campi e canali di irrigazione per poi prendere l’argine del Ticino ed attraversare il suo splendido parco, tra fitti boschi e begli scorci sul fiume. Scenografico l’ingresso a Pavia da Ponte Coperto con la vista su Borgo Ticino: entriamo in una città tutta da scoprire, ricca di memorie medievali.

Tappa 14°
Pavia-Santa Cristina


Attraversiamo la lunga periferia di Pavia per ritrovarci a camminare su stradine asfaltate quasi prive di traffico tra i campi a cultura intensiva e gli ambienti fluviali prossimi al Po. Che un tempo fossero queste le “vie dei pellegrini” lo dimostra la presenza di belle chiese lungo il Cammino, come San Giacomo della Cerreta, e il toponimo Ospitaletto, oggi frazione di Linarolo. Superato Belgioioso e il suo castello, proseguiamo alternando strade secondarie e sterrate fino a Santa Cristina, circondati, nella bella stagione, di spighe dorate e coloratissimi fiori.

Tappa 15°
Santa Cristina-Orio Litta


Ci incamminiamo tra campi e macchie boschive verso Miradolo Terme. Seguiamo quindi il profilo delle colline di San Colombano, colorate dai vigneti per poi scorgere in lontananza l’imponente castello di Chignolo Po. Superiamo il fiume Lambro ed entriamo nelle campagne del lodigiano, camminando lungo il suo bellissimo argine. Qui lo sguardo si perde tra le risaie e il loro riflesso nei canali fino ala vista del campanile di Orio Litta.

Tappa 16°
Orio Litta-Piacenza (Transitum Padi)


Lasciamo alle nostre spalle la Grangia Benedettina e la bella Villa Litta e camminando per la campagna arriviamo in poco tempo a Corte Sant’Andrea sull’argine nord del Po dove ci aspetta il “Transitum Padi”, il Guado di Sigerico per raggiungere l’altra sponda del fiume. Un servizio di taxi fluviale, guidato dal “caronte” Danilo e contattato il giorno prima ci porterà a Soprarivo, prima località emiliana.
Proseguiamo per un tratto sull’argine sud e pieghiamo verso Calendasco. Da qui il Cammino per Piacenza passa per piccole località fino a raggiungere la trafficata Via Emilia Pavese che ci condurrà fino al centro storico.

Tappa 17°
Piacenza-Fiorenzuola


Usciamo da Piacenza lungo la Via Emilia, facendo attenzione al tratto trafficato tra Montale e il ponte sul Nure. Una stradina di campagna ci conduce poi a Pontenure per proseguire lungo una pista ciclabile fino a Valconasso tra campi di pomodori, cascine isolate e coltivazioni di frumento.
Continuiamo su stradine asfaltate ma molto tranquille che ci portano a scoprire piccoli paesi e i loro castelli e chiesette persi nelle campagne. Superato Chero ci aspetta il guado del Torrente Chiavenna, a volte difficoltoso nei periodi più piovosi. In poco tempo raggiungiamo Fiorenzuola e il suo bel Duomo.

Tappa 18
Fiorenzuola-Fidenza


La strada per Fidenza ci porta ancora nella campagna emiliana tra balle di fieno, cascine e piccoli centri abitati. Suggestive le due Abbazie che incontriamo: quella di Chiaravalle della Colomba e l’Abbazia di Santa Maria Assunta a Castione Marchesi. A Fidenza non possiamo che rimanere incantati dal suo Duomo dedicato a San Donnino, pregevole esempio di romanico, con i suoi bassorilievi ricchi di richiami al pellegrinaggio.

Tappa 19
Fidenza-Borgo Di Taro


Prima tappa collinare dopo tanta pianura. Uscendo da Fidenza incontriamo la bella Pieve di Cabriolo per poi puntare verso i dolci rilievi preappenninici che ci regalano i primi panorami. Superata Costamezzana i saliscendi si fanno un po’ più interessanti, facendoci scoprire tra i boschi il Castello dei Pallavicino e le prime coltivazioni di viti. Si continua a camminare su agevoli strade campestri tra campi di erba medica e di frumento, orti e cascine. Arrivati a Medesano si risale prima per la collina, per andare incontro alla grande Quercia, per poi scendere e attraversare il Parco Fluviale del Taro e raggiungere quindi la bella pieve romantica di Santa Maria Assunta a Fornovo

Tappa 20
Borgo Di Taro-Cassio


Uscendo da Fornovo, affrontiamo una prima salita che ci fa superare la collina e godere di un bel panorama sulla Valle. Percorriamo quindi un lungo tratto della provinciale della Val Sporzana per arrivare ai piedi della bellissima Pieve di Bardone. La strada ci poi a Terenzo, primo borgo montano e a Villa di Casola, all’ombra del suo castello, per poi proseguire tra freschi boschi e pinete, su un sentiero a mezza costa, da cui si posso scorgere in lontananza i suggestivi “salti del diavolo”, fino a raggiungere la silenziosa Cassio. Tappa dura per il dislivello in salita, ma veramente molto interessante.

Tappa 21
Cassio-Passo Della Cisa


Facendo attenzione al transito di auto e moto, camminiamo per circa 3 km lungo la Statale della Cisa, e poi su mulattiere e sentieri con bella vista sui monti fino a raggiungere il borgo di Castellonchio. Dopo qualche saliscendi arriviamo poi a Berceto, vivace cittadina ricca di storia e dove vale l’ingresso nel romanico Duomo di San Moderano.

Da qui inizia l’ascesa del Monte Valoria su mulattiere e sentieri montani in mezzo a bellissime faggete fino a raggiungerne la cima, dove le sue radure ospitano mandrie di cavalli e vacche allo stato brado ed a cui si godono panorami mozzafiato delle valli emiliane e toscane.

Tappa 22
Passo Della Cisa-Pontremoli


Superiamo la chiesetta di Nostra Signora della Guardia ed entriamo in Toscana dalla simbolica Porta Francigena . Un bel sentiero nella pineta ci porta fino al Passo del Righetto e dopo un tratto sul crinale con panorama mozzafiato sulla Lunigiana, iniziamo una discesa impegnativa fino a Groppoli. Per sentieri, mulattiere e ponti di pietra, in un continuo saliscendi tra faggeti e castagni, passiamo per i caratteristici borghi di Groppodalosio, Previdè, Casalina e Topelecca, per poi affrontare un’ultima lunga salita che ci porta al Passo della Crocetta. Da qui una mulattiera scende fino ad Arzengio da dove in poco tempo raggiungiamo Pontremoli, il suo Castello e i suoi ponti.

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