SAPETE DOVE VADO AD ALLENARMI? LO VOLETE SAPERE?

“a LOMAZZO, LA CITTADINA in cui ABITO, IN UNO SPLENDIDO PARCO il cui nome è –Parco della Lura-.” 

Tutti i giorni, da ormai qualche mese, mi alleno costantemente e tutti i giorni, per arrivare al giorno della partenza, preparato al meglio, sia fisicamente che mentalmente. Anche perché iniziare una passeggiata come quella che voglio intraprendere, di 1750 chilometri, non è cosa da tutti i giorni.
Per essere sincero, avrei potuto iniziare molto prima ad allenarmi, magari con camminate di pochi chilometri, poco impegnative, ma comunque propedeutiche per una forma fisica ben strutturata. Invece no!
Che fatica fare il primo passo.
Mi continuavo a dire: – oggi no, tanto manca ancora tanto tempo, oggi fa un freddo cane, oggi piove, oggi devo andare a vedere l’attrezzatura, oggi devo comprare le scarpe, oggi, oggi, oggi…! Ogni giorno avevo una scusa diversa.
Poi un giorno, finalmente, ho iniziato e ho inanellato i primi 3 chilometri. Sì solo tre chilometri, ma almeno avevo iniziato, con le scarpe che mi porteranno in giro per l’Italia, con le magliette tecniche che sono leggerissime e, una volta lavate, si asciugano in un attimo, con una giacca a vento, anche lei leggera ma caldissima e anche con la voglia di partire.

Le prime volte sono state delle camminate intorno alla mia casa, spesso con il mio cane, una setterina inglese di nome Camilla, poi, gradatamente i chilometri sono diventati 5, poi 7 e così via sino agli attuali 15/16, giornalmente, con bel tempo, freddo, pioggia e sulle spalle uno zaino che pesa come peserà, quando partirò.
Ora gli itinerari sono fra i più diversi, sempre a Lomazzo, dove abito, ma in posti veramente suggestivi, soprattutto da quando la natura a cominciato a svegliarsi.
Sono proprio fortunato a vivere a Lomazzo, perché, a fianco di questa cittadina, tempo fa è stato creato un parco veramente bello. Si chiama Parco della Lura e abbraccia molti comuni, estendendosi per parecchi chilometri, seguendo il torrente Lura.
L’area del Parco della Lura è di quasi 2.000 ettari, ha un andamento da nord-sud e interessa ben 12 Comuni. E’ il tipico ambiente con boschi di quercie e robinia, residui di pineta e boschi ripariali; circa metà del Parco è destinata al lavoro agricolo e a prato.
In questo parco si trova una natura bellissima e variegata, dove incontri sali scendi, boschi, pinete, prati, terreni coltivati, un torrente allegro e con acqua sempre limpida, sentieri di campagna e boschivi, tratturi e asfalto. Insomma non potevo chiedere di più per potermi allenare al meglio, per affrontare la Via Francigena.

 

Per potervi rendere partecipi di questi miei allenamenti, ho pensato di portarvi con me durante le mie passeggiate, utilizzando il mio smartphone. In questo video vi mostrerò parte del territorio che tutti i giorni percorro, di quello che penso e delle persone che incontro lungo questi percorsi.
Boschi, torrente, prati e coltivazioni che fanno parte del Parco della Lura…

Ma quanto costa percorrere 1.750 chilometri sulla Via Francigena?

“Fra scarpe, zaino, magliette e pantaloni tecnici? oltre a credenziali, cibo, energetici, ostelli o altri posti di sosta e…qualche birretta?”

Ma quanto costa percorrere tutta la via Francigena? Fino ad ora sono riuscito a capire che la cifra giornaliera, a cui deve far fronte un Viandante, Camminante o Pellegrino, per dormire e soddisfare la sua fame all’ora di cena, si aggira intorno ai 30 euro. Naturalmente questo costo  è sufficente se ci si appoggia ai centri di ospitalità che la Via Francigena mette a disposizione, come Chiese, Monasteri, Ostelli, Oratori, Parrocchie e così via. Tutti rifugi nei quali un Pellegrino si aspetta di trovare una frugale cena e un giaciglio dove far riposare un corpo stanco e provato da innumerevoli chilometri percorsi durante la giornata; per altro anch’io pensavo di utilizzare le stesse strutture di accoglienza, durante quasi tutti i 1750 chilometri che separano il Colle del San Bernardo, da Brindisi.

Ma per il resto? Il pranzo, qualche spesa inevitabile, come un frutto, uno snack, una birretta, una sagra di paese con relativa carne alla brace o altro come la farmacia, qualche bibita, etc. Per non parlare dell’attrezzatura tecnica, che comprende scarpe, calze, pantaloni, magliette, micro pail, giacca a vento impermeabile, zaino, cappellino, creme solari etc.

Spesso ho letto su Facebook, sui siti specializzati o blog vari, esperienze di camminatori, viandanti o pellegrini che, messo lo zaino in spalla, iniziano i loro percorsi nei più disparati cammini italiani o europei. Letture interessantissime che trasmettono, a coloro che sfogliano le pagine del web, quello che hanno vissuto in prima persona questi viandanti,  come fratellanza, altruismo, volontariato, meditazione, interiorizzazione.
Ma delle spese, sono riuscito a leggere ben poco, se non appunto come detto prima, di una cifra che si può aggirare sui 30 euro al giorno.

Per ora anch’io non vi so dare una risposta precisa, ma sarà mia cura informarmi su cosa spenderò  per questa “passeggiata”, sia sotto l’aspetto del vestiario, che quello del cibo e dell’accoglienza…

Per ora, vi regalo questa storia!

 Tempo fa un tale decise di partire da un paesino della Val D’Ossola per compiere il periplo dell’Italia, Sicilia compresa, camminando senza meta ne percorso precisi. Ha concluso questa avventura in 8 mesi, ma la cosa straordinaria è stata che per dormire, mangiare e farsi a volte qualche birretta, è riuscito a spendere solo 5 euro al giorno! Potevo non, trovarlo, offrirgli un pranzo e fare quattro chiacchiere con lui?

certo che no!

Così è nato questo video, nel quale vi presento Michael Zani, un ragazzo di 23 anni originario di Pieve Vergonte, piccolo paesino della Val d’Ossola, lungo il corso del fiume Toce, nell’alto Piemonte, che aveva un sogno nel cassetto e, invece di lasciarlo nascosto per anni o forse per tutta la vita, lo ha fatto diventare realtà.

 Come nelle migliori storie!

1750 CHILOMETRI ATTRAVERSO UN’ITALIA IGNOTA,
PRONTA A FARSI CONOSCERE E AMARE.

“Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati. È il virus del viaggio, malattia sostanzialmente incurabile.”

Ho voluto iniziare questo Blog con questa frase estrapolata dal libro “In viaggio con Erodoto” di Ryszard Kapuscinki, giornalista e reporter polacco, che in questo libro accosta qualsiasi tipo di viaggio al fatto di avere sempre con sé un libro; per lui viaggiare e leggere sono due momenti e due esperienze che si intrecciano l’uno nell’altro.

Mi è sembrata una frase che racchiudesse tutti i perché che mi hanno spinto ad aprire queste pagine sul Web.
Infatti un viaggio non inizia nel momento in cui si fa il primo, di tanti altri passi, che alla fine compiono il percorso, ma bensì comincia mesi prima con l’organizzazione, la ricerca di informazioni, lo scambio di idee con chi ha già fatto questo tipo di cammino, la ricerca dei materiali giusti, i vostri suggerimenti, lo scambio delle vostre opinioni e così via.

Poi ci sarà tutto il periodo in cui il cammino viene effettuato, questo sarà il tempo della scoperta del territorio, delle tradizioni delle varie comunità che si andranno ad incontrare, delle loro cucine e, a volte, delle loro sagre, dei viandanti come me che si incontreranno e con i quali scambieremo le nostre emozioni, le nostre esperienze, i luoghi che ci sono piaciuti di più, e cosa ci diciamo alla mattina, quando, magari stanchi, iniziamo una nuova tappa. Senza dimenticare le condivisioni quotidiane fra me e voi. Io sulle mie gioie, le mie esperienze, i miei momenti di felicità e, a volte, i momenti di sconforto, voi sulle vostre curiosità e attese riguardo la Via Francigena.

Per ultimo, arriverò alla fine del mio cammino e sarà come iniziarne un altro, ripercorrendo nella memoria lo stesso tragitto fatto nei mesi precedenti, ma con esperienze completamente diverse. Il pensiero si riempirà di tutte le consapevolezze che, giorno dopo giorno, ho acquisito lungo questi 1750 chilometri di cammino; saranno su un’Italia sconosciuta, fatta di prati e montagne, di fiumi e boschi, di paesi e città, di tradizioni e dialetti, di storia e geografia, ma soprattutto di persone e anime.

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